| COOPERAZIONE - STORIA - LA RICOSTRUZIONE |
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"Resurrezione!" scrisse esultante Primo Taddei, storico ufficiale del movimento socialista di Fontanelle, nell'agosto del '45 quando la Federazione Parmense delle Cooperative si riunì per il suo "primo Congresso della Libertà". In effetti lo spirito cooperativistico dei parmensi, riprese a palpitare appena i tragici eventi della guerra terminarono. Già nel marzo del '45, quindi alcune settimane prima della Liberazione, furono costituite sei cooperative di consumo in altrettanti paesi della provincia. Tra maggio e giugno e nei mesi seguenti, società di ogni tipo sorsero numerosissime in città e provincia, raggiungendo, alla fine del 1945, il totale di 87 cooperative. Alla fine dell'anno successivo le cooperative erano 393, con oltre 50.000 soci, che operavano in particolare nel settore agricolo, del consumo, della produzione e lavoro. In quell'ambito si sviluppò il primo Consorzio Parma tra le Cooperative di Lavoro e Produzione della Provincia, mentre l'anno successivo fu costituito il primo Consorzio fra le cooperative di consumo. Attraverso situazioni alterne, nel periodo della ricostruzione e sino ai primi anni Sessanta, la cooperazione parmense consolidò notevolmente la propria presenza sul territorio provinciale nei settori tradizionali, senza mai ottenere risultati economici straordinari se non quello di porre le basi per lo sviluppo dei decenni successivi. Ha infatti inizio già a metà degli anni Cinquanta il lungo e tormentato processo di riorganizzazione della rete distributiva, con l'unificazione degli spacci cooperativi nelle piccole frazioni o paesi, che, prima con la costituzione dell'Unione Parmense Cooperative di Consumo, si concluse con la nascita dei supermercati Coop Nordemilia e quindi di Coop Consumatori Nordest. |
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