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Le cooperative tengono nonostante la pesante crisi economica

27-01-2010

Nel 2009 registrano un incremento medio del fatturato dell'1,62% e dell'occupazione dello 0,77%. Commercio e servizi i settori più dinamici

Anche le cooperative risentono, inevitabilmente, della pesante crisi che investe l’economia italiana e mondiale, ma conservano comunque, in molti comparti di attività, una capacità di crescita che si traduce in un quadro complessivo di tenuta sia sul fronte del giro d’affari che su quello dell’occupazione.

È questa la fotografia delineata dai dati di preconsuntivo 2009 elaborati dal Centro Studi di Legacoop, presentati nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il Presidente Giuliano Poletti, il Vicepresidente Vicario Giorgio Bertinelli ed il Responsabile del Centro Studi, Alberto Zevi.
Dai dati risulta che le cooperative aderenti all’organizzazione registrano un incremento complessivo del fatturato pari all’1,62% (in valore assoluto, dai 55 miliardi e 909 milioni ai 56 miliardi e 813 milioni) e dell’occupazione dello 0,77% (da 481.831 a 485.541 occupati).

“Un dato” -ha sottolineato Poletti- “certo non in linea con i ritmi di crescita fatti registrare negli anni precedenti, e con significative differenziazioni rispetto ai diversi comparti di attività, ma, in ogni caso, particolarmente significativo se paragonato ai principali indicatori dell’economia nazionale”. “Non va infatti dimenticato” -ha aggiunto il Presidente di Legacoop- “che secondo le stim, nel 2009 il PIL italiano ha fatto registrare una diminuzione intorno al 5%, mentre la rilevazione Istat sulle forze lavoro evidenzia, su base annua, un calo del 2,2%, pari a 508.000 unità”.
In crescita (+ 2,9%) anche i soci delle cooperative Legacoop, che passano da 8.307.550 a 8.550.699, con un contributo particolarmente significativo della cooperazione di consumatori, che mette a segno un + 3,47%.

D'altronde, i dati risultano complessivamente positivi ,specie se raffrontati allo scenario economico generale, dimostrano la giustezza  degli indirizzi e delle azioni messe in atto da Legacoop attraverso gli strumenti di supporto, le  sue strutture nazionali, settoriali,  e soprattutto attraverso la rete di strutture  regionali che costituiscono dei presidi , dei terminali di dialogo e di monitoraggio territoriale preziosi  al fine di canalizzare ed accrescere le potenzialità e l’efficacia degli interventi ,evitando la dispersione delle risorse .

Le dinamiche dei principali settori

Agroalimentare – Fatturato + 0,81%; occupati + 0,34%

Le cooperative Legacoop, il cui giro d’affari è principalmente composto dall’attività di trasformazione industriale dei prodotti agricoli conferiti, mostrano, complessivamente, una buona tenuta, nonostante la crisi che colpisce il settore primario testimoniata dai dati Unioncamere relativi al numero di imprese agricole: nel solo biennio 2007-2008 si evidenzia, infatti, una diminuzione nel numero di aziende agricole di circa 73.000 unità, con una contrazione pari al  7,8%.
Significativa appare la positiva risposta alla crisi manifestata dal comparto lattiero-caseario, dove si registrano inversioni di tendenza (v. segmento del Parmigiano) rispetto agli andamenti degli ultimi anni.
Dati negativi, al contrario, si registrano nel comparto del vino e dell’ortofrutta, settori dove l’export gioca un ruolo importante per l’allocazione delle produzioni, e dove, appunto, si è avuto un calo considerevole della domanda, soprattutto da parte degli Stati Uniti e della Gran Bretagna.

Produzione e lavoro (costruzioni, manifatturiero, progettazione) – Fatturato - 2,44%; occupati + 0,005%

La morsa della crisi sembra stringersi soprattutto attorno al comparto manifatturiero, già in flessione nel secondo semestre 2008. Una buona parte dei risultati negativi sono da attribuirsi al calo del fatturato estero, che si aggirerebbe intorno al -2,6%.
Il settore delle costruzioni, grazie alla natura stessa dell’attività svolta -fondata prevalentemente su commesse e lavori di media lunga esecuzione e rotazione- presenta una situazione relativamente migliore di quella dell’industria in senso stretto. Per la stessa ragione, si prevede un calo nel 2010.
Altri aspetti di questa fase economica recessiva riguardano l’occupazione e, in particolare, l’accesso agli ammortizzatori sociali. Da un’indagine congiunturale del settore complessivo si evidenzia come esso abbia interessato meno di 1/3 delle associate, con percentuali di utilizzo modeste (4,5% delle ore lavorabili).
Da non sottovalutare, inoltre, l’allungamento verificatosi nei tempi di incasso per i suoi evidenti riflessi sull’indebitamento complessivo e, quindi, sull’equilibrio patrimoniale delle cooperative stesse.
Il secondo semestre 2009 appare più positivo, anche se non sembra aver attenuato un’annualità segnata da numerose difficoltà. Segmentando le cooperative per dimensione e territorio, è possibile affermare come le ricadute più evidenti si siano prodotte nelle cooperative più grandi e nell’area Nord Est e Centro del Paese.

Servizi – Fatturato + 5,02%; occupati + 0,96%

Il settore mostra una crescita complessiva soddisfacente rispetto agli altri comparti Legacoop.
Essa è il frutto della combinazione di un aumento, seppure contenuto, nei settori multiservizi e ristorazione e di un generale mantenimento in termini reali nelle attività varie. Fa eccezione l’intero comparto della logistica, per il quale si deve registrare una diminuzione del giro d’affari.
Vi è, inoltre, da sottolineare come la maggior parte degli incrementi registrati siano dovuti ad operazioni di acquisizione.

Cooperazione sociale – Fatturato + 1,85%; occupati + 1,10%

In questo segmento cooperativo si registra un rallentamento della crescita che aveva caratterizzato il suo complessivo sviluppo anche negli anni più recenti.
Trattandosi di un mercato dove le cooperative operano sostanzialmente attraverso commesse pubbliche, risultano evidenti i riflessi della capacità di spesa espressa dagli Enti Locali, soprattutto nel settore sanitario.
Ma non solo. Si tenga conto che molte cooperative di questo settore operano per l’obiettivo dell’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati. La riduzione di commesse pubbliche -come ad esempio quella avanzata con la circolare 14.12.2009 da parte del Ministero dell’Istruzione- non solo rischia di minare l’imprenditorialità, ma comporterebbe anche l’inasprirsi di un problema sociale legato a soggetti particolarmente deboli sul mercato del lavoro, con aggravi anche pesanti sui bilanci familiari già compromessi nel loro potere d’acquisto dalla crisi economica.
Si tenga conto, peraltro, che anche questo settore, e in misura non irrilevante, soffre già da alcuni esercizi l’allungamento dei tempi di riscossione sui servizi erogati, con conseguenti negatività sui conti aziendali.

Cooperazione fra dettaglianti – Fatturato + 6,30%; occupati + 1,09%

È sicuramente il settore più dinamico tra quelli in cui opera la cooperazione aderente a Legacoop.
In un anno contrassegnato da una forte crisi economica, infatti, Conad consolida la propria posizione di mercato e nel segmento dei supermercati fa registrare una quota del 14,6% (Fonte: Nielsen).
Tale successo è dovuto anche all’introduzione di nuovi servizi, quali parafarmacie e distributori di carburanti, ai quali si è recentemente aggiunta l’ottica.

Cooperazione tra consumatori – Fatturato + 0,94%; occupati + 0,88%

La generale diminuzione dei consumi legata alla fase recessiva in atto ha determinato un rallentamento, in termini monetari, delle vendite Coop.
La base sociale, tuttavia, continua ad aumentare a ritmi sostenuti: + 3,5% nel 2009, raggiungendo i 7.200.000 cittadini. Ciò a conforto di una strategia delle Coop che, attraverso una politica dei prezzi che ne ha anche compromesso la redditività commerciale, ha teso a far rimanere quanto più stabile possibile il potere d’acquisto dei propri soci e clienti.
Un impegno, quest’ultimo, che si protrarrà anche per tutto il 2010 e che sarà accompagnato da un piano di sviluppo che prevede, tra il 2010 e il 2011, l’apertura di 66 nuovi punti vendita, tra cui 6 ipermercati al Sud.


 


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