Aperti a Roma i lavori dell'Assemblea congressuale di Ancst
26-02-2010
Più legalità, maggior tutela per il lavoro, stop ai ritardi nei pagamenti per rafforzare un settore fondamentale per il Paese
Garantire la legalità del mercato e la concorrenza, per dare modo alle cooperative di dispiegare appieno la propria capacità di tutelare e valorizzare il lavoro, incentivando un sistema trasparente di appalti che favorisca la selezione delle imprese più capaci ed un’azione stringente di repressione delle violazioni dei diritti dei lavoratori, del mancato rispetto dei contratti di lavoro, della contribuzione obbligatoria e della normativa sulla sicurezza del lavoro. È questa la richiesta prioritaria che l’Ancst, Associazione delle Cooperative di Servizi aderenti a Legacoop, avanza dall’Assemblea congressuale al Governo ed alle forze politiche, insieme con la richiesta di uno stop urgente ai ritardi di pagamento delle pubbliche amministrazioni e a una maggiore attenzione verso il comparto dei servizi, nel quale si produce il 70% del Pil nazionale.
Richieste che l’Associazione presenta, forte di una consistenza imprenditoriale e sociale di rilievo: oltre 2.100 cooperative (attive in comparti che vanno dal trasporto merci e logistica alla ristorazione collettiva e commerciale, dall’igiene e sanificazione ambientale al Facility Management, dai servizi ai Beni Culturali ai servizi professionali, dalla vigilanza privata alla cooperazione tra medici e al trasporto persone), con più di 211.000 occupati tra soci lavoratori ed addetti, ed un valore della produzione che, secondo dati di preconsuntivo 2009, assomma ad 83,5 miliardi di Euro. Un insieme di imprese che, nel quadriennio 2005-2008, ha messo a segno un incremento del 22,5% del valore della produzione e del 10% dei soci lavoratori. Nel 2009, pur in presenza della pesante crisi, le cooperative di servizi hanno incrementato il valore della produzione di oltre il 5% e l’occupazione di quasi l’1%.
“Questa consistenza - ha sottolineato nella sua relazione Franco Tumino, presidente dell’Associazione - e, come evidenziato da un recente sondaggio SWG, l’aspettativa dell’opinione pubblica verso le cooperative come soggetti che possano costituire un’alternativa al sistema economico vigente, ci danno una grande responsabilità: quella di impegnarci per un maggiore protagonismo quantitativo e qualitativo, nel Paese, di imprese che abbiano al proprio centro il socio ed i suoi bisogni, piuttosto che il capitale o interessi familiari, aprendo la nostra attenzione anche ad imprese controllate o partecipate dai propri dipendenti, con particolare riguardo alle imprese tra professionisti per le quali vogliamo rappresentare, nell’ambito Legacoop, il principale riferimento associativo”.
“La cooperazione di servizi - ha aggiunto Tumino - riconferma, insomma, l’obiettivo, da sempre perseguito, di tutelare e valorizzare il lavoro, adattandolo alle domande che emergono dalla società e proiettandolo verso nuovi traguardi; ma per farlo ha bisogno, oltre al proprio impegno, anche di indispensabili cambiamenti del contesto politico e normativo che indirizza l’economia del Paese”.
Da qui le richieste e le proposte di Ancst/Legacoop al Governo e alle forze politiche, a partire dalla priorità attribuita alla legalità del mercato e alla concorrenza, da perseguire soprattutto con la repressione delle violazioni degli obblighi contrattuali e contributivi e della normativa sulla sicurezza del lavoro. Da questa premessa, cui si affianca l’esigenza di imboccare la strada generale di una selezione meritocratica e di portare l’attenzione istituzionale e politica al complesso dell’economia e del lavoro del settore dei servizi, Ancst/Legacoop evidenzia alcuni temi essenziali.
Innanzitutto un modello di specializzazione Paese incentrato anche sull’apporto che il settore dei servizi può dare ad un assetto fondato maggiormente sulla domanda interna e sul contributo dei servizi alla crescita e alla internazionalizzazione del Paese. Oltre ad una politica economica adeguata da parte del Governo, finalizzata anche alla crescita del terziario, molto può fare il comportamento di acquisto (appalti) delle Pubbliche Amministrazioni allo scopo di produrre una selezione virtuosa e una qualificazione dell’offerta imprenditoriale. Le committenze, pubbliche e private, vanno perciò incoraggiate ed incentivate a concentrarsi sulla propria attività caratteristica, e quindi a esternalizzare le attività accessorie e complementari, affidandole a soggetti specializzati in grado di rendere efficienti i processi e per questa via determinare risparmi al committente, senza colpire la qualità del servizio, ed anzi migliorandola, e senza penalizzare sul piano retributivo i lavoratori. In proposito, Ancst/Legacoop ripropone di neutralizzare l’Iva in caso di esternalizzazioni di attività prima gestite direttamente dal soggetto pubblico per evitare un aggravio di costi per il committente che decida di affidarsi all’esterno piuttosto che gestire direttamente.
Altro obiettivo essenziale, quello di garantire la regolarità della competizione, per impedire una “selezione inversa”, cioè una selezione che faccia prevalere l’impresa scorretta anziché quella migliore. Per quanto riguarda le cooperative, Ancst/Legacoop chiede di superare rapidamente la sostanziale omissione delle ispezioni di legge nei confronti delle cooperative non aderenti alle centrali organizzate, cooperative non aderenti tra le quali si annoverano quelle “false”, numerosissime e prevalenti su quelle vere in alcuni settori (in particolare nella movimentazione merci e logistica). Occorre, pertanto, superare la carenza di controlli, anche di quelli di competenza degli ispettori del lavoro, particolarmente nei settori citati.
Oggi le punte più gravi sono nella sanità pubblica, ma preoccupa l’asfissia crescente, evidenziata dai rapporti Ifel-Anci, delle possibilità di pagamento anche da parte dei cosiddetti comuni virtuosi (cioè con bilanci sani e risorse teoricamente disponibili), il che preannuncia la possibile esplosione di patologie simili a quelle della sanità pubblica anche negli Enti locali. Vale la pena sottolineare che colpite da tale patologia non sono solo le imprese appaltatrici, ma conseguentemente anche i lavoratori di esse e le imprese ed i loro lavoratori legati alla filiera delle forniture e dei subappalti. Su questo tema il tavolo di confronto istituito tra Taiis (di cui Ancst/Legacoop è tra i promotori) e i Sindacati è impegnato su nuovi approfondimenti e rilancerà entro qualche mese delle proposte di soluzione, anche con riferimento alla loro compatibilità rispetto all’equilibrio dei conti pubblici.
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