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Gli impatti economici del federalismo fiscale sulle imprese 05-03-2010 Esitio del seminario tenutosi a Roma in cui sono stati presentati due documenti elaborati da Prometeia per Legacoop Gli impatti economici del federalismo fiscale. Se ne è discusso oggi, a Roma, in occasione del seminario, promosso da Legacoop Nazionale, che si è svolto presso la sede dell’organizzazione. Nel corso dei lavori, introdotti dal vicepresidente vicario di Legacoop Nazionale, Giorgio Bertinelli, e conclusi dal presidente Giuliano Poletti, sono stati presentati due documenti elaborati da Prometeia per Legacoop: uno di analisi del quadro congiunturale, ed uno, appunto, sugli effetti del federalismo fiscale per le imprese. L’attenzione al tema del federalismo fiscale, uno tra quelli di maggior rilievo per i suoi effetti sui cittadini e le imprese, è cresciuta a partire dallo scorso anno. A maggio del 2009 è stata infatti approvata la legge delega n° 42 che ha dato inizio al percorso di attuazione dell’art. 119 della Costituzione, dove vengono fissati i principi del federalismo fiscale: Comuni, Province, Città Metropolitane e Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa, stabiliscono ed applicano tributi ed entrate propri; viene istituito un fondo perequativo statale per i territori con minore capacità fiscale per abitante. Gli obiettivi della legge delega - il cui percorso di completamento normativo terminerà nel 2016, in quanto ad un periodo di quattro anni di tempo per l’approvazione, integrazione e correzione dei decreti delegati, seguirà un periodo transitorio di tre anni - sono, in sintesi, quelli di assicurare autonomia di entrate di spese agli enti territoriali; garantire i principi di solidarietà e di coesione sociale; sostituire gradualmente, per tutti i livelli di governo, il criterio della spesa storica; garantire la massima responsabilizzazione di tutti i livelli istituzionali e la effettività e la trasparenza del controllo democratico nei confronti degli eletti. “La riforma fiscale in senso federalista - ha sottolineato Bertinelli - non dovrebbe determinare aumenti della pressione fiscale per cittadini e imprese; determinerà invece, progressivamente, una diversa allocazione territoriale delle entrate fiscali. Per questo è indispensabile che riesca ad innescare comportamenti virtuosi sia sotto il profilo della tassazione che della spesa, in quanto il successo della riforma, oltre a dipendere da come sarà attuato il principio della perequazione, è legato alla “leale collaborazione” di tutti i livelli istituzionali”. Il vicepresidente vicario di Legacoop ha anche sottolineato quanto saranno importanti le aspettative ed i comportamenti di cittadini ed imprese. “Se prevarranno comportamenti opportunistici o collusivi - ha detto Bertinelli - la riforma determinerà maggiori costi e maggiore illegalità; se prevarranno aspettative e comportamenti virtuosi potremo avere risparmi di spesa pubblica, maggiore responsabilità degli amministratori, migliori servizi”. Infine, riferendosi all’impatto che potranno avere la diversa capacità fiscale dei territori ed il passaggio dal criterio della spesa storica a quello della spesa standard, Bertinelli ha affermato che “efficienza e costi della sanità e, più in generale, dei servizi pubblici locali, saranno banchi di prova per gli amministratori, sfide per i cittadini, opportunità per il sistema imprenditoriale”. “Questo seminario – ha commentato il presidente di Legacoop, Giuliano Poletti, a conclusione dei lavori – è stato promosso dalla nostra organizzazione con l’intento di acquisire gli strumenti di conoscenza, che saranno oggetto di approfondimento nelle nostre strutture territoriali e nazionali, per poter giungere ad una articolata valutazione e costruire una nostra posizione di fronte ad un importante mutamento del quadro istituzionale ed amministrativo che ci chiama in causa in quanto il movimento cooperativo è, per sua natura e per la sua storia, profondamente radicato nel territorio”. “Gran parte delle nostre cooperative, infatti, svolgono la propria attività imprenditoriale, nei più diversi settori, in collaborazione con gli Enti locali, per i quali, quindi, - ha proseguito Poletti - dobbiamo essere interlocutori credibili, propositivi, capaci di gestire quegli elementi di novità nella contrattazione che possono costituire fattori di opportunità in termini di efficacia della spesa pubblica in beni e servizi di grande importanza per i cittadini”. “Il tema di oggi – ha aggiunto il presidente di Legacoop - è stato da noi proposto anche in relazione alla importante scadenza delle elezioni regionali rispetto alle quali le questioni legate alla riforma federalista che si propone come strumento per ridurre la distanza fra amministratori ed amministrati, appaiono di importanza decisiva. Ma constatiamo, con un certo rammarico che, a un mese di distanza dalle elezioni, polemiche contingenti, hanno, di fatto, messo in ombra i temi centrali riguardanti i programmi politici, economici e amministrativi che sono il nucleo della partecipazione democratica dei cittadini alla costruzione del proprio futuro”.
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